Renza Laura Sciutto

06.12.2016 15:06

..."Il processo conoscitivo ha sviluppato nell'artista una grande curiosità e una vera passione per i microrganismi che vivono sul terreno e in specchi d'acqua dolce di cui ha colto la perfezione delle linee e delle strutture geometriche. L'artista riproduce in modo fantastico, ingigantendo tali strutture    disvelando così al visitatore delle sue mostre, come attraverso un caleidoscopio, policromie e forme insolite, altrimenti non conoscibili.Ma la contemplazione  della natura non è quella illusoria auspicata da Rousseau nel progetto educativo per Emilio, allontanato dalla società che potrebbe corromperlo nella sua bontà innata, bensì è consapevole dell'intervento  degradante dell'uomo, dell'inquinamento e dei problemi ambientali. Ciò si evince nelle opere esposte nella mostra intitolata “Mutazioni “dove l'artista denuncia il pericolo dello sconvolgimento dell'ecosistema provocato dai rifiuti abbandonati e non riciclati. L'inquinamento ambientale può determinare mutazioni genetiche del regno animale e vegetale: microrganismi quali la vorticella o il flagello di un urceolus potrebbero aumentare notevolmente le dimensioni ed essere costituiti di filamenti metallici, trasformati da una natura in rivolta.Questa visione apocalittica viene bonificata da una fiducia ottimistica nella Natura che tende sì a rivoltarsi, ma anche a riequilibrarsi integrando e rielaborando i residui e gli scarti delle lavorazioni dell'uomo. Ciò si esprime soprattutto nella produzione di vasi ed anfore “panciute” dalla rotondità perfetta interrotta da spuntoni, vecchi ferri arrugginiti, pezzi metallici, abbandonati sul terreno che vengono inglobati dall'argilla ricostruendo un'armonia diversamente persa"...

Silvia Bredice (2016)