Marco Vannucci (1915-1995)

07.07.2016 12:27

Marco Vannucci, pittore genovese nacque a Genova nel 1915 da genitori toscani.         

Appassionato di disegno fin dall'infanzia, nel 1931 frequentò i corsi di disegno e pittura presso l'Accademia Ligustica di Belle Arti.

Iniziò nel 1935  la sua carriera artistica partecipando fino al 1940 a mostre collettive regionali e nazionali.

Durante la guerra non cessò l'attività ed anzi, dalla campagna di Russia riportò a casa una serie di disegni a sanguigno e carboncino eseguiti nei rari momenti di riposo che la guerra concedeva e gelosamente custoditi e protetti durante la tragica ritirata.

Di alcuni di questi disegni realizzò negli anni '70 una serie di serigrafie raccolte in una cartella dal titolo “Russia 1942 - Ricordi di guerra del pittore Marco Vannucci”.

Nel 1948, di ritorno dalla Russia riprese il lavoro nei vari campi dell'arte, lavorò con Dudovik, Raimondi, Mazzini, Gargani, Mazzoni ed altri,  si specializzò nel ritratto in miniatura dal prof. Pattini e diede avvio ad una attività espositiva assai intensa che lo vide presente, fino agli anni '90 in rassegne  collettive in Italia ed all'estero, dove venne più volte apprezzato e premiato ed anche in numerose mostre personali in varie città d'Italia ( Genova, Firenze, Milano, Venezia, Alessandria, Brescia, Lodi, Varese, Como, Stresa, Trento, Terni, Camogli, Città della Pieve, Riva del Garda, Bordighiera) ed all'estero (Parigi, Marsiglia, Losanna, Hannover, New York).

Negli anni '50, oltre alla attività pittorica tradizionale, si dedicò all'approfondimento di tecniche di rappresentazioni grafico pittorica quali incisioni, serigrafia, acquaforte ed alla ricerca di nuove tecniche espressive.

Questa particolare vocazione per la sperimentazione lo portò negli anni '60 ad impegnarsi nello studio di una sua particolare ricerca, una  nuova figurazione del paesaggio, personalissima e particolare, che la critica ha poi definito “Psicologia del paesaggio” o “Psicopittura”.

La concretizzazione di questa intuizione non costituì però un punto di arrivo, anzi fu lo stimolo per proseguire in altri campi della rappresentazione artistica; negli anni '70, infatti, realizzò quadri eseguiti con una tecnica materica che da origine a sculture-pitture che richiamano ora le forme complesse della natura, ora cangianti forme geometriche avvolte da sfumature cromatiche.

Sempre alla ricerca di nuove sperimentazioni negli anni negli ultimi mesi della sua vita si dedicò ad una nuova ricerca pittorica realizzando 35 tele di seta dipinte con chine colorate.

All'attività pittorica affiancò negli anni '50 e '60 una importante attività in campo pubblicitario e standistico, realizzando campagne pubblicitarie, stand fieristici,  mostre didattiche una delle quali esposta in permanenza al Museo della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci” di Milano.

Tra le altre cose realizzò per la società Italia di navigazione due grandi pareti in metalli diversi, incisi, ispirati alle opere ed agli studi di Michelangelo e di Raffaello, che furono installati nei saloni delle turbonavi Michelangelo e Raffaello.

Accademico dell'Accademia Tiberina di Roma, “Accademico di merito” dell'Accademia dei 500 di Roma, Accademico d'Onore dell'Accademia degli Abruzzi.

Il suo nome è presente nei più importanti dizionari d'arte italiani ed esteri.

Morì a Genova nel 1995.