Dal 06/07 AUGUSTO BORMIOLI

16.07.2014 19:01

AUGUSTO BORMIOLI (1954-2003)

Augusto, già all'età di 15 anni, iniziò a prendere confidenza con la lavorazione del vetro e, sotto la guida del papà Amanzio, iniziò a sperimentare una propria linea di produzione artigianale nel mitico antro di famiglia denominato "CHAFE' NOIR" ad Altare.

Pochi anni dopo, Augusto, con il papà e il fratello Raffaello, esercita la professione di vetraio nella bottega "Soffieria Artistica Amanzio Bormioli", ancora oggi operante nel centro storico di Altare.
In quel periodo, particolare attenzione viene riservata al disegno a mano libera e allo studio della musica; autodidatta, si distingue nell'esecuzione musicale con lo strumento della chitarra classica.

Nel corso dei primi anni '70, Augusto si avvicina alla fotografia, intrattiene rapporti di collaborazione con fotografi professionisti, noti a livello nazionale, e, grazie alla sua ricerca e alla sua continua sperimentazione, riesce a materializzare quella che definiva la sua "OSSESSIONE ARTISTICA" e cioè il colore voluto sempre vivo e brillante in ogni sua manifestazione.

L'ossessione del colore "invade" anche la sua attività professionale di vetraio: Augusto non si accontenta più della trasparenza del vetro e,come nella fotografia, sperimenta nuove possibilità di trasformazione della materia adattando al vetro boro-silicato i principi e le tecniche usate nelle tradizionali fornaci.

La ricerca del colore interessò anche la pittura: molte sue opere ad olio su tela sono caratterizzate dalla "Voglia di colore" che doveva essere denso, pastoso ed il più possibile vivido.

Il rapporto con la musica ebbe un ulteriore sviluppo non più solo esecuzione di brani, ma anche proprie composizioni musicali. Dotandosi di tastiere, di chitarre elettriche, di mixer e di accessori elettronici, Augusto riesce a comporre la sua musica che sembra anch'essa ricercare il colore.

Tutte le sue manifestazioni artistiche trovano un unico"Motivo Creativo":il piacere fine a se stesso.
Augusto incontra l'umanità nella sua completa solitudine creativa.